Designer____
Matteo Zorzenoni

Lo stile che lo contraddistingue e lo ha fatto diventare uno dei piu’ promettenti designer italiani è il continuo studio dei materiali e la scoperta delle loro inaspettate potenzialità, riuscendo cosi a creare bicchieri in cemento, strutture in vetro, tavoli in metallo liquido. I suoi progetti sono stati selezionati per alcune tra le più importanti esposizioni tra cui: Maxxi di Roma, Tiennale di Milano, London design Festival, Biennale Di Architettura di Venezia e Centre Pompidou. E’ stato docente all’univer sità di Architettura IUAV di Venezia, Ied di Madrid e conduce dei workshop per il Domaine de Boisbuchet (Vitra Design Museum). Dopo una lunga esperienza come consulente per Fabrica dal 2006, attualmente affianca Jaime Hayon seguendo la sede italiana dello studio, parallelamente continua la sua ricerca nel mondo dell’artigianato d’alta qualità e alla creazione di nuovi progetti per clienti come Cappellini, Mercedes Benz, Replay, Benetton, Alcantara, Bosa Ceramiche, Miniforms, Agusta Westland, MM lampadari, Nason Moretti. Matteo Zorzenoni è cofondatore assieme a Zaven e Giorgio Biscaro di Something Good una piattaforma per la ricerca e la promozione del design e della comunicazione (www.somethinggood.it).

Quando inizio a progettare parto sempre da due punti, il primo è una ricerca immaginaria di cosa mi piacerebbe fare senza pormi dei limiti produttivi o di costo, il secondo, più pragmatico, è l’analisi dell’azienda per cui sto lavorando e i suoi clienti, le due fasi messe assieme fanno si che il prodotto risulti un’ottima mescolanza tra le due cose, questo è uno dei motivi per cui molti dei miei prodotti, se pur con una forte valenza tecnologica e innovativa evocano immagini grafiche o figurative. Cerco sempre di creare degli oggetti che siano dei “long seller” che vadano un po’ oltre le mode e che durino nel tempo e prima di mettere in commercio un nuovo prodotto mi pongo sempre una domanda: “lo comprerei per casa mia”? Se la risposta è “si” il prodotto può andare avanti, se è “no” mi metto a ripensare a tutto da capo.